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Economia torinese


Breve storia economica di Torino Il primo impulso all'economia Torino lo riceve nel 1620, con il primo ampliamento avviato da Carlo Emanuele I; ma è nel Risorgimento, soprattutto nel periodo in cui è capitale del Regno, dal 1861 sino al 1864, che Torino inizia a mostrare la sua crescente vocazione industriale.

È in questo periodo che viene abbandonato il tradizionale assetto urbanistico: nella Torino che ancora ricalca l'impianto dell'antica colonia romana, viene introdotto il sistema a raggiera, con la creazione delle prime barriere operaie, fuori dalla cinta daziaria.

All'inizio del ventesimo secolo, un'epoca storica che rappresenta una forte ripresa soprattutto dopo la perdita del primato politico di capitale, lo sviluppo sarà tumultuoso con la nascita della grande industria e la conseguente immigrazione dal sud.

Oggi Torino è nota a livello economico soprattutto per la produzione metalmeccanica, dovuta alla fabbrica automobilistica FIAT e al suo indotto. Altri settori in cui la città spicca sono la produzione della cioccolata e del cioccolatino gianduiotto (che prende il nome dalla maschera locale Gianduia, il cui nome deriva da "Gioan 'dla duja" ovvero "Giovanni del boccale"), specialità torinese.

Torino ha dato i natali a importanti aziende italiane. Oltre alla FIAT, sono state fondate a Torino anche la compagnia telefonica SIP, poi diventata Telecom Italia, Seat, EIAR poi diventata RAI, Lavazza, Cirio, Lancia e banche importanti come l'Istituto Bancario San Paolo di Torino. Prima patria del Cinema Italiano, è da qualche tempo apprezzata location per l'ambientazione e la produzione di film.

Storia della FIAT La FIAT (acronimo della Fabbrica Italiana Automobili Torino) nasce a Torino nel 1899, come casa produttrice italiana di automobili, ad opera di Giovanni Agnelli senior e di diversi altri soci, per poi svilupparsi in numerosi settori dando vita al più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano.

Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, segnato da diverse ricapitalizzazioni e da modifiche nella composizione del capitale azionario (non sempre in maniera pacifica ma anche sfociate in processi clamorosi per l'epoca), la proprietà della casa automobilistica viene assunta quasi integralmente da Giovanni Agnelli, che diventerà senatore durante il Fascismo e resterà a capo dell'azienda sino al termine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver rischiato di perdere la proprietà dell'azienda per la propria compromissione con il regime fascista, Agnelli passa il comando a Valletta, poiché il suo unico figlio maschio, Edoardo, è morto in un incidente aereo.



Vittorio Valletta si occupò, con grande abilità, di reggere per conto della famiglia Agnelli una delle poche aziende italiane non completamente inginocchiate dalla disfatta, riuscì a farla rialzare e contemporaneamente fornì l'opportuna preparazione al ruolo che appena possibile avrebbe dovuto assumere il giovane discendente della famiglia Agnelli. Giovanni Agnelli erede, detto Gianni e meglio conosciuto come "l'Avvocato", nasce a Torino il 12 marzo 1921. Divenne presidente della FIAT nel 1966 e lo rimase fino al compimento del suo settantacinquesimo compleanno, quando le norme statutarie lo obbligano a cedere la presidenza.

La carica viene assunta prima dall'ex amministratore delegato Cesare Romiti e poi da un manager genovese che per molti anni ha lavorato alla General Electic negli USA, Paolo Fresco.

La crisi del gruppo porta il fratello Umberto Agnelli alla presidenza e dopo la morte di Umberto è la volta di Luca Cordero di Montezemolo; l'erede designato dalla famiglia Agnelli, John Elkann, è stato nominato vice presidente all'età di 28 anni e altri membri della famiglia fanno parte del consiglio di amministrazione. L'Amministratore Delegato, Giuseppe Morchio, dimissionario, è stato sostituito da Sergio Marchionne, che lo ha sostituito dal 1 giugno 2004.

La gestione di Gianni Agnelli segnò il passaggio della "fabbrichêtta" ottocentesca da industria cittadina ad azienda multinazionale plurisettoriale. La crescita, certo aiutata anche dal cosiddetto "boom economico" degli anni '60, fu ineguagliabile in campo nazionale e di rilievo anche nei paragoni con l'estero.

Le attività e le strategie del gruppo, in origine dirette alla sola produzione industriale di autovetture (e poco dopo anche di veicoli industriali e agricoli), con il passare del tempo ed a causa delle mutate condizioni di mercato e del consolidato assetto di gruppo, sono andate verso una diversificazione in molti altri settori.

Il gruppo ha al momento attività in una vasta gamma di settori dell'industria e nei servizi finanziari. Si tratta del maggiore gruppo aziendale italiano, che vanta inoltre significative attività anche all'estero, dov'è presente in 61 nazioni con 1063 aziende che impiegano oltre 223.000 persone, 111.000 delle quali al di fuori dell'Italia.

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