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Torino: Arte e Cultura


Storia dell'arte a Torino Se Torino è stata ed è all'avanguardia dei movimenti artistici e culturali (anche in ambito europeo), gran parte del merito va all'influenza dei Savoia in questo contesto perché, grazie a loro, attraverso i secoli, furono invitati a testimoniare i destini subalpini, pittori, scrittori, poeti, architetti che, integrati nel tessuto locale, riuscirono a dare un tono ed una personalità alla futura capitate del Regno d'Italia.

Fu a cavallo fra il XVI e il XVII secolo, all'epoca di Carlo Emanuele I "Il grande", che Torino iniziò ad assumere un volto preciso che oggi la caratterizza grazie alla sua squadratura con corsi e vie diritte, il tutto circondato da costruzioni di stile barocco.

Oltre al nuovo piano urbanistico e alle imponenti costruzioni architettoniche, significativa è anche la cura riservata al culto religioso con templi di grande risonanza.

Qui si distinsero, per l'impulso dato a queste costruzioni, Maria Cristina di Francia, cui si deve l'altare maggiore della Chiesa di San Francesco da Paola e Anna d'Orleans (prima moglie di Vittorio Amedeo II) che volle l'altare di Santa Genoveffa.

Nel 1714 Vittorio Amedeo II chiamò a corte Filippo Juvarra che in poco più di vent'anni progettò e fece costruire in città sedici palazzi, otto chiese e una ventina di altari, modificando in modo determinante il carattere dell'arte e dell'arredo piemontese.

Partito per la Spagna lo Juvarra (1735), gli subentrò Benedetto Alfieri (1738) che si avvalse dell'opera del prestigioso artista Antonio Vittone.

Oggi l'influenza del Juvarra è chiaramente visibile nel Palazzo Reale, Palazzo Madama, Villa della Regina, Basilica di Superga e i castelli di Stupinigi, Rivoli e Venaria Reale.

Nel 1778 Vittorio Amedeo III ricostituì la Regia Accademia di Belle Arti, divenuta poi Accademia Albertina, oggi conosciuta in tutto il mondo.

A livello puramente culturale, vide la luce nel 1842 (prima in Italia) la Società Promotrice di Belle Arti che divenne in breve centro di tutte le grandi esposizioni.

Nel 1855 venne fondato anche il Circolo degli Artisti e dalla collaborazione dei due enti nel 1863 venne creato il Museo d'Arte Antica.



In questo periodo sorsero a Torino numerosi movimenti culturali ed artistici dei quali fecero parte, tra gli altri, Domenico Ferri, Enrico Gamba, Andrea Gastaldi, Giuseppe Bertini, Vincenzo Vela e numerosi altri illustri professori dell'Accademia Albertina.

All'inizio del ventesimo secolo si registrarono due eventi importanti: la prima Esposizione di Arte Decorativa e l'acquisizione da parte della Promotrice del quadro Quarto Stato di Giuseppe Pelizza, che resterà pietra miliare nell'immaginifico sociale.

Sempre in ambito artistico, in questo periodo il chiacchierato pittore Giacomo Grosso movimentò non poco i salotti della compassata borghesia con i primi nudi storici, mentre emergevano, a titoli diversi, Felice Casorati , Piero Gobetti, Lionello Venturi. Quest'ultimo fu certamente il capostipite dell'avanzante arte moderna francese. Dalla scuola di Casorati uscirono Nella Marchesini Malvano, Paola Levi Montalcini, Giorgina Lattes, Daphne Maugham. Carlo Levi e Francesco Menzio scelsero poi di entrare a far parte, nel 1929, del famoso Gruppo dei Sei unendosi a Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante ed Enrico Paulucci, scomparso nel 1999 ormai centenario. Da non dimenticare Luigi Spazzapan, di formazione mitteleuropea mentre il futurismo era interpretato dal Fillia unitamente a Diulgleroff, Oriani, Pozzo e Mino Rosso.

Dal dopoguerra in avanti emersero lo scultore Nino Aimone, Romano Campagnoli, Antonio Carena, Piero Ruggeri, Giacomo Soffiantino.

Oggi Torino è sede del Politecnico di Torino, ateneo universitario per la formazione di ingegneri e architetti e di una università che ha festeggiato nel 2004 i 600 anni di storia; in questa città hanno sede inoltre alcune case editrici nazionali, tra cui UTET, Einaudi, Bollati Boringhieri, e l'orchestra sinfonica nazionale della Rai.

Molto importanti le collezioni d'arte: a Torino si trovano opere di Leonardo da Vinci, Antonello da Messina, Beato Angelico, Andrea Mantegna - ma anche di Van Eyck, Rembrandt, Van Dyck. La sua Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea (GAM), è il secondo museo di arte moderna in Italia - con 5.000 dipinti e 400 sculture.

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